Con il termine Enotri viene designato il gruppo etnico che occupava la parte settentrionale della Calabria tra l’ VIII e il IV secolo a.C. Intorno a questa popolazione ruotavano numerose leggende e tradizioni tramandatici da storici come Antioco di Siracusa e Dionigio di Alicarnasso. Dalle notizie trasmesseci da questi scrittori si apprende che gli Enotri, di origine “arcadica”, sarebbero giunti in Italia guidati dal loro re Enotro e in base alle diverse fonti storiche furono i primi greci ad attraversare l’Adriatico ed a stanziarsi in Italia meridionale, dando vita a delle comunità politico-sociali evolute e ben organizzate. La loro principale attività era l’agricoltura, come ci conferma l’etimologia del nome Enotria ovvero “terra dove si coltiva la vite e il vino” (dal Greco oinos, vino).
Le ridenti colline e le verdi valli abitate dagli Enotri, costituivano un’area geografica fertile attraversata da “acque pure e copiose” dei numerosi fiumi che con i lori “corsi tortuosi e ripidi” disegnavano un paesaggio che sembrava dominato da forze arcane e misteriose.
Le imponenti montagne del Pollino e della Sila, che facevano da cornice all’entroterra, sede di villaggi naturalmente fortificati, rappresentavano un’ulteriore ricchezza per questa popolazione che sapeva sfruttarne il legname e la pece utilizzata per impermeabilizzare imbarcazioni e vasi (Donigio di Alicarnasso).
Dopo una lunga opposizione con le nuove colonie della Magna Grecia gli Enotri scomparvero sotto la pressione delle genti sabelliche intorno al IV sec. a. C. Sebbene nel corso dei secoli sul territorio dell’Enotria si siano avvicendate popolazioni di diverse etnie e cultura, quest’area, in virtù delle sue caratteristiche geomorfologiche, ha continuato a mantenere la sua identità economica di natura prettamente agricola.
L’importante eredità economica trasmessaci da un popolo culturalmente e civilmente progredito come gli Enotri unita all’utilizzo delle moderne tecnologie sta portando ad una maggiore affermazione dei prodotti del territorio cosentino. Grazie anche alle nuove generazioni, che con intraprendenza e spirito imprenditoriale sono riusciti a conciliare la tradizione con il progresso, rinnovando l’intero settore primario e facendo aumentare sempre più il livello qualitativo delle proprie aziende.