Il fico bianco di Cosenza eccellenza nazionale Il prodotto ha ottenuto l’iscrizione nel “Registro nazionale delle varietà da frutto”.
di Pino Viteritti

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COSENZA I primi cloni di Ficus carica L. geneticamente e sanitariamente migliorati del bacino del Mediterraneo ottengono l’iscrizione nel “Registro nazionale delle varietà da frutto”. La Camera di commercio di Cosenza, presieduta da Klaus Algieri, mette così a segno un importantissimo risultato grazie ai progetti di ricerca finanziati dall’ente su sollecitazione del “Consorzio fico essiccato del cosentino” guidato dal presidente Angelo Rosa e finalizzati al recupero, alla conservazione e al miglioramento genetico e sanitario del germoplasma fichicolo cosentino ad alto potenziale economico. L’iscrizione, che rappresenta un risultato fino ad ora mai raggiunto sia in ambito regionale che nazionale, è stata disposta con decreto del direttore generale del dipartimento delle Politiche europee ed internazionali dello sviluppo rurale del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali del 25 gennaio 2017, su richiesta del Crsfa “Basile Caramia”, della Camera di Commercio di Cosenza e del Consorzio del fico essiccato del Cosentino, a seguito delle attività attuate in tale ambito dal centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura “Basile Caramia” di Locorotondo (Bari), in qualità di soggetto capofila, in collaborazione con ricercatori del dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e dello spin off Accademico Sinagri di Bari, nonché dell’Istituto per la protezione sostenibile delle Piante Uos-Cnr di Bari. «Sostenere l’attività di ricerca in questi campi – afferma il presidente Algieri – significa avere a cuore la sorte dell’economia agricola locale. Riteniamo, infatti, che la biodiversità autoctona rappresenti un’importantissima opportunità di sviluppo per le capacità competitive delle imprese agroalimentari del Cosentino. È per questo motivo che, in attesa della pubblicazione dei protocolli che regolamentino a livello nazionale la produzione di materiali di propagazione certificati da parte del Mipaaf, abbiamo già chiesto alla Regione Calabria di valutare l’attivazione di una certificazione a livello regionale, per l’istituzione di un sistema di produzione regionale di materiale di propagazione di “Fico dottato bianco di Cosenza”, nonché di altre varietà autoctone calabresi per la specie Ficus carica L. esenti da virus, nella convinzione che anche il presidente Oliverio concordi sull’importanza di tali strumenti per l’economia dei nostri territori e sulla necessità che tale percorso si concluda con sollecitudine». I due cloni (1 clone di Dottato Bianco, 1 clone di Zingarello Nero) risanati dalle principali virosi ad oggi conosciute e segnalate per la specie Ficus carica L., sono conservati presso le screen house del Crsfa “Basile Caramia” di Locorotondo e attendono ora di essere moltiplicati. Infatti attraverso tecniche di rapida propagazione (moltiplicazione in vitro/micropropagazione, pre-moltiplicazione), sarà possibile consegnare agli utilizzatori finali, e cioè gli agricoltori, del materiale “certo” per la realizzazione di nuovi ficheti. La moltiplicazione di tale materiale sarà disciplinato da un “Protocollo tecnico” messo a punto dalle istituzioni scientifiche con il fine di consentire il mantenimento delle caratteristiche fitosanitarie lungo tutta la filiera vivaistica. A tale scopo, in attesa che tale protocollo sia recepito dal Mipaaf, è stato proposto al servizio fitosanitario regionale, nonché al dipartimento Agricoltura e risorse agroalimentari della Regione Calabria l’istituzione di un sistema di produzione regionale di materiale di propagazione di “Fico dottato bianco di Cosenza”. A tutti gli effetti, quindi, la qualità delle produzioni a marchio “Dop Fichi di Cosenza” sarà tutelata e garantita a partire dal materiale utilizzato per la costituzione di nuovi ficheti. Altri risultati si aggiungeranno nel prossimo futuro con l’iscrizione di altre cultivar e cloni appartenenti all’ampissima piattaforma varietale autoctona del cosentino.
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Pubblicata in data: 25/3/2017